“La più grande scoperta della mia generazione è che gli esseri umani possono modificare
la propria vita modificando il proprio atteggiamento mentale”.
William James
Che cosa porta un atleta agonista a chiedere supporto ad un coach professionista per raggiungere un obiettivo o per superare una difficoltà non risolta, diventata problema? Dipende, non c’è una risposta che sta bene con tutto, come il nero. Così come ciascun atleta è unico nelle proprie peculiarità e nel modo di mettere in campo le proprie risorse, anche mentali.
Analizzando i percorsi di coaching, abbiamo voluto creare una sorta di “Glossario delle richieste di Sport Coaching”, iniziamo con le prime due:
- Mantenere il focus in campo, abbassando il volume delle proprie aspettative e di quelle esterne (allenatore, tifoseria, famiglia e via dicendo).
- Imparare a gestire l’errore, scoprendo la performance come continua e dinamica ricerca dell’eccellenza e non come statica attesa della perfezione.
Per entrare nel vivo di un caso pratico, vi raccontiamo di un giovane atleta che viveva una situazione di blocco performativo in cui convergevano entrambe le difficoltà menzionate. “Mi sento in colpa verso la mia famiglia che investe molto nel mio sport (ndr. tennis) ed io non sono in grado di portare i risultati che vorrei. Ho paura di sbagliare e ho smesso di giocare osando e spingendomi oltre in campo, faccio tiri prudenti e, quando sbaglio, vorrei mollare tutto”.
Dopo aver lavorato sull’indagine per capire come funzionasse il blocco e sulla definizione dell’obiettivo di percorso, gli viene assegnata un’attività un po’ bizzarra: dedicare 10’ in ogni suo allenamento settimanale a sbagliare di proposito.
“Ti chiedo di fare una playlist con tutti i tuoi errori preferiti e di goderteli in ogni tuo allenamento per 10’ di tempo, poi puoi tornare a giocare con prudenza, senza fare errori”.
Cosa è accaduto? L’atleta non è stato in grado di sbagliare. In questo caso l’esperienza emozionale correttiva è stata trainata dal paradosso del “Se vuoi drizzare una cosa impara come storcerla di più” che gli ha permesso di abbassare il volume della cognizione e del perfezionismo per alzare quello della performance.
Autore: Chiara Salviato – Business & Mental Coach