Quinto assioma e sport: una relazione dinamica

Sii saldo nelle tue decisioni ma rimani flessibile nel tuo approccio

Tony Robbins

Completiamo il nostro percorso di esplorazione degli assiomi della comunicazione di Paul Watzlawick affrontando il quinto ed ultimo che dice: “Le interazioni possono essere simmetriche o complementari”.

Per simmetricità della comunicazione si intende quando il processo di comunicazione avviene tra due soggetti alla pari, gli interlocutori sono considerati uguali e si posizionano allo stesso livello. Un esempio di comunicazione simmetrica si ha in un gruppo di lavoro dove due colleghi si confrontano su un progetto oppure una comunicazione tra due atleti che si confrontano su un passaggio tecnico.

La comunicazione si definisce invece complementare quando il processo coinvolge due soggetti che sono su due livelli differenti, un esempio classico è il rapporto genitore-figlio, oppure allenatore-atleta. Una relazione complementare può essere molto efficace se basata sulla fiducia, il rispetto reciproco e una chiara definizione dei ruoli.

Se questo rapporto di complementarietà diventa rigido, cioè l’allenatore non si mette mai in gioco o non avviene mai, tra allenatore e atleta, un’alternanza tra comunicazione complementare e comunicazione simmetrica gli equilibri potrebbero saltare. Innescare una comunicazione simmetrica tra allenatore e atleta gioverebbe al fine di favorire una crescita in termini di fiducia in se stessi e consapevolezza delle proprie capacità. Nello sport una relazione è sana quando ha le caratteristiche della flessibilità e dell’ascolto reciproco.

Permettere all’atleta di confrontarsi con l’allenatore in una comunicazione simmetrica, cioè paritaria può innescare delle dinamiche molto positive che possono portare ad una crescita reciproca a ad un maggiore rispetto dei ruoli quando poi la comunicazione, in base al contesto e alle situazioni, torna ad essere necessariamente complementare.

Un’efficace comunicazione nello sport richiede un equilibrio tra questi due tipi di scambio. Un allenatore che utilizza esclusivamente una comunicazione complementare rischia di soffocare l’iniziativa dei suoi atleti, mentre un allenatore che adotta sempre una comunicazione simmetrica potrebbe non riuscire a fornire la guida necessaria.

La comunicazione nello sport è un processo dinamico e complesso, che richiede un continuo adattamento alle diverse situazioni. Trovare l’equilibrio giusto tra comunicazione complementare e simmetrica è fondamentale per creare un ambiente di apprendimento stimolante e per ottenere risultati ottimali.

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