“Le difficoltà spesso preparano le persone normali a un destino straordinario.”
Clive Staples Lewis
[…] “Non si nasce né resilienti né determinati, ma si diventa tali attraverso l’esperienza reiterata nel fronteggiare difficoltà e frustrazioni in vista dello scopo prefissato.
Risuonano qui le parole di André Malraux: «Diffidate di chi ha avuto una infanzia troppo felice» in quanto, aggiungiamo noi, non sarà in grado di andare oltre i propri limiti personali. Con ciò non intendiamo dire che si diventa determinati solo dopo aver vissuto traumi o gravi sofferenze, ma che chi non ha dovuto superare difficoltà e frustrazioni, e pertanto non ha avuto modo di mettere alla prova la propria capacità di fronteggiare il disagio, raramente sviluppa tali caratteristiche”. […]
[…] “Su questa base i genitori dovrebbero offrire ai figli l’opportunità di mettere alla prova le proprie risorse personali esponendoli a difficoltà costanti e crescenti, offrendo supporto ma senza mai sostituirsi a loro. D’altro canto, i giovani dovrebbero intraprendere spontaneamente l’acquisizione di abilità e competenze, favorendo la crescita e il miglioramento personale, così da affrontare gli sforzi necessari per raggiungere gli scopi prefissati”. […]
Quelle che avete appena letto è tratto dalle pagine di “Oltre sé stessi” saggio dedicato alla scienza e all’arte della performance, magistralmente steso da Giorgio Nardone e Stefano Bartoli.
Che cosa ci dicono queste righe?
Che, paradossalmente, più noi ci sottraiamo alla fatica e alla frustrazione e più cresceremo e saremo destinati ad essere incapaci ed infelici.
Che cos’è l’autostima se non la fiducia nelle proprie risorse?
E come posso sviluppare fiducia in qualche cosa che non ho mai messo alla prova?
La frustrazione e la fatica sono tipiche dell’apprendimento, ovvero di qualche cosa che ancora non so, ancora non padroneggio.
E, se è vero com’è vero che nella vita siamo tutti apprendisti, è necessario che ognuno sviluppi le abilità per saper attraversare gli ostacoli e le difficoltà che la vita ci mette di fronte.
Prima o poi.
Concludiamo dicendo che, può sembrare poco romantico, ma l’aiuto non richiesto, indebolisce.
Quindi, se vogliamo evolvere, dobbiamo fare in modo di allenarci a cercare volontariamente ciò che mi mette in difficoltà, ci fa sentire scomodi e ci allena a sviluppare quelle abilità che, ancora non abbiamo appreso.