“Tutto ciò che è creduto esiste e soltanto questo.”
Hugo Von Hofmannsthal
Immagina di essere un equilibrista che cammina sulla corda tesa tra due pilastri: uno rappresenta il corpo, l’altro la mente. Quando uno dei due pilastri cede o si indebolisce, la corda perde tensione e noi perdiamo l’equilibrio. Questo è il legame tra mente e corpo: imprescindibile e, proprio per questo, vulnerabile.
In ambito sportivo, il loro equilibrio è essenziale non solo per l’impatto sulla performance ma anche per la salute dell’atleta e la prevenzione degli infortuni. Non è solo una questione di preparazione tecnica ed atletica ma anche di gestione delle emozioni e dei pensieri disfunzionali: una paura non gestita o una rabbia repressa si riflettono sul corpo in maniera latente o manifesta.
Accade che il pilastro vacilla.
Ad esempio, l’ansia da prestazione pre-gara che si cronicizza, può contrarre i muscoli, limitare la fluidità dei movimenti e predisporre a microtraumi; la rabbia trattenuta può creare tensioni che sfociano in dolori articolari; la delusione per un fallimento non elaborato, può rallentare i tempi di recupero.
Se è vero, com’è vero che corpo e mente sono legati a doppio filo e si influenzano reciprocamente, uno dei ruoli chiave del coach è proprio quello di ristrutturare la percezione dell’atleta rispetto al blocco emotivo per iniziare ad introdurre un cambiamento che avrà un impatto non solo sulla mente ma anche sul benessere del corpo.
Ecco un piccolo esperimento che puoi iniziare a testare da subito se hai subìto un infortunio e temi che ti ricapiti o se ti stai preparando ad affrontare una gara decisiva e temi che il tuo corpo non risponda come vorresti. Chiediti: “Quale emozione non mi sto concedendo di ascoltare o sto cercando di controllare, senza successo?”
“Che cosa farei di nuovo e di diverso da quello che sto facendo ora se mi concedessi la possibilità di non controllarla ma lasciarla emergere?” “Sarei in grado di gestirla o sarebbe lei a gestire me?”
Non è importante avere già tutte le risposte ma iniziare a farsi le domande…
Come una corda che rimane salda tra due pilastri ben ancorati, puoi imparare a rafforzare il legame invisibile tra mente e corpo per gestirlo anziché subirlo.