Il campione si vede dopo la sconfitta

“Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: è il coraggio di continuare che conta.”

Winston Churchill

È facile esaltare la vittoria. 

È molto più difficile restare quando tutto sembra crollare. 

Quando sei a un passo dalla gloria e poi, improvvisamente, ti ritrovi a terra.

Jannik Sinner questo lo sa bene.


Ha perso la finale del Roland Garros dopo aver dominato per due set e aver avuto tre match point a disposizione, eppure, non ha vinto.

In quei momenti, il rischio più grande non è tanto perdere la partita, quanto permettere alla sconfitta di definirti. Di farti pensare che quel fallimento dica chi sei e quanto vali. 

Ma Sinner ha scelto un’altra strada.

Non parlo della scelta, scontata per un professionista, di continuare a competere. 

Parlo della decisione di restare lucido, di non cercare colpe, ma soluzioni. 

Di non fuggire dalla frustrazione, ma usarla per costruire. 

Per ri-costruire.

La sua vittoria a Wimbledon, infatti, non è nata sull’erba inglese, ma sulla terra rossa di Parigi. 

Non dalla gioia, ma dalla delusione.

A distanza di cinque settimane da quella sconfitta bruciante, Sinner è tornato in campo per affrontare di nuovo Alcaraz. Ma questa volta non ha portato con sé il peso del passato, bensì la strategia del presente. 

Sinner non si è limitato a “fare di più”: ha deciso dove intervenire, cosa cambiare, come migliorare. Ha allenato la lucidità e la gestione della pressione, scegliendo consapevolmente di riscrivere il copione delle sue partite più dure, senza lasciarsi risucchiare dagli errori passati.

È sempre una questione di prospettiva, in ogni situazione.

Nello sport e nella vita, siamo noi a scegliere con che occhi guardarla.

“Posso scegliere se vedere i match point mancati, oppure vedere una partita in cui ho giocato come mai prima su quella superficie e in cui sono rimasto concentrato mentalmente per cinque ore e mezza, senza lamentarmi di nulla” JS.

Questo significa allenare la mente: saper raccontare le sfide in un modo che ci sia utile, ci permetta di crescere e ci potenzi.

Perché non è quello che ti accade a definirti ma cosa scegli di fare con quello che ti accade.

Autore: Chiara Salviato – Business e Sport Coach

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